Vi aspettiamo al Centro Familia con tante iniziative!
mercoledì 25 febbraio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
sabato 22 novembre 2014
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Il 25 novembre è la giornta mondiale contro la violenza sulle donne.
Le psicologhe e gli avvocati del Centro familia di Melegnano offrono una consulenza gratuita alle donne che desiderano un incontro
LEZIONE INTERATTIVA GRATUITA SULLE MANOVRE DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA
Il 6 dicembre al Centro Familia di Melegnano un incontro gratuito per imparare le manovre di disostruzione delle vie respiratorie nel bambino.
Vi aspettiamo numerosi previa iscrizione all'indirizzo mail mirko.damasco@tiscali.it
venerdì 31 ottobre 2014
RESILIENZA: LA CAPACITA' DI RINASCERE
Che cosa ci succede quando
veniamo colpiti da eventi drammatici? Come possiamo reagire di fronte a
situazioni traumatiche che ci fanno percepire l’estrema difficoltà di
rialzarci? Come riusciamo a dare nuovamente un senso alla nostra vita quando ci
sentiamo profondamente smarriti? Pensiamo per esempio ai momenti in cui viviamo
un grave lutto, la perdita del lavoro, la malattia di un famigliare.
Il senso di angoscia
spesso è totale.
Non esiste ovviamente
un’unica risposta a queste domande, molto dipende dalle caratteristiche di
personalità del singolo individuo, dal contesto in cui è inserito, dalla rete
relazionale di appartenenza, ecc. Ci sono persone che dopo essere state colpite
da eventi drammatici non trovano gli strumenti per rialzarsi. Per loro è come
se il tempo si fosse fermato lì, cristallizzando qualunque forma di energia
vitale. Altre invece traducono in una
valida spinta verso il futuro un’esperienza fortemente negativa e la componente
emotiva che la contraddistingue. Varie e notevoli sono dunque le differenze
individuali.
La resilienza è la
“capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di
riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. E’ la
capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la
vita offre, senza perdere la propria umanità.
Persone resilienti sono quelle che immerse in
circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni
previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio
alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti” (Bonfiglio et al. 2012).
In altre parole, si tratta di riuscire ad accogliere
il dolore e le emozioni che derivano da gravi eventi di vita anzichè tentare di
combatterli sentendosi privati delle proprie energie fisiche e mentali. Il
dolore diventa un aspetto della nostra vita, e non la nostra vita, seppure con
uno spazio molto esteso ma senza necessariamente essere pervasivo al punto da
impedirci di vivere una vita soddisfacente. In questo senso il dolore sembra
rappresentare un’opportunità di cambiamento.
In tema di resilienza vorrei raccontarvi una storia...
Ema aveva 16 anni quando lo scorso anno, in una fredda
notte di inverno, sotto l’effetto di una sostanza stupefacente non meglio
identificata offertagli da “amici” e che gli ha profondamente alterato la
percezione della realtà, si getta nelle gelide acque del fiume della sua città.
Annega.
I suoi genitori e le sue sorelle, e tutti coloro che
lo amavano, sconvolti dal dolore, restano increduli di fronte a questo dramma
di dimensioni cosmiche e, tra le altre cose, non si spiegano l’assunzione di
una droga da parte di Ema che non era un tossicodipendente e che appariva come
un ragazzo sereno e pieno di vita ma che evidentemente celava una sua fragilità.
Il papà di Ema, Gianpietro, dopo la morte del suo
amato figlio e consapevole dell’irreversibilità degli eventi, decide di dare un
senso a questa perdita. Nasce così la Fondazione
Ema Pesciolino Rosso per prevenire il disagio giovanile ed essere d’aiuto a
tanti ragazzi e ai loro genitori.
Attraverso progetti, interventi nelle scuole, incontri
nelle piazze, pubblicazione di libri e molto altro, e con la collaborazione di
professionisti, la Fondazione si rivolge ai giovani e ai loro famigliari per
prevenire, riconoscere e gestire il disagio. Vuole stimolare la presa di
coscienza circa l’importanza del dialogo tra genitori e figli, alimentare
fiducia nei giovani. Questi sono solo alcuni degli obiettivi cha la Fondazione
si pone.
Tantissime le persone che rispondono alle iniziative
con la fiducia di chi crede nella possibilità di cambiare.
Il progetto creato è estremamente rappresentativo
della capacità di resilienza, il dolore non viene eliminato, non è possibile,
diventa però un elemento con il quale convivere e che non impedisce di dare
voce alla spinta vitale che ciascuno di noi possiede ma che spesso non siamo in
grado di riconoscere. In questo senso,la scelta del papà di Ema e dei suoi
famigliari è solo uno dei possibili modi di reagire al dolore, forse quello più
vitale....
Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti
esposti e la storia di Ema:
Sito Internet: www.pesciolinorosso.infoPagina Facebook: Fondazione Ema.Pesciolinorosso
Dott.ssa Michela Donini
Psicologa Clinica e PsicoterapeutaCentro Familia, Melegnano (MI) via Turati 5
www.centrofamilia.it
centrofamiliamelegnano.blogspot.it
giovedì 24 luglio 2014
PENSIERO
"Il più grande regalo che puoi fare a qualcuno non è condividere con lui la tua ricchezza, ma rivelargli la sua"
Benjamin Disraeli
sabato 12 luglio 2014
QUANDO LA
CICOGNA TARDA AD ARRIVARE
Fattori sociali e personali
incidono sempre di più sulle possibilità del progetto gravidanza all’interno
della coppia. Scarse risorse sociali che possano fornire supporto alla
genitorialità, rete sociali ridotte, donne lavorativamente impegnate e una
serie di altri fattori, mediamente ritardano sempre più l’arrivo della cicogna.
Tuttavia, se per molte coppie il
fattore personale e sociale non impedisce la realizzazione del desiderio di
diventare mamma e papà, per altre le difficoltà di coronare il sogno sono
maggiori. Spesso, problematiche di carattere medico influenzano negativamente
la possibilità di concepimento.
In questo ultimo caso, per molte
donne e per alcuni mancati papà, si aprono le porte della sofferenza psicologica
che accompagna l’iter medico finalizzato alla possibilità di una gravidanza
(esami diagnostici, possibilità di gestione della problematica medica,
eventuale procreazione medicalmente assistita).
Ecco allora che fanno la loro
comparsa sintomi di disagio psichico e comportamenti disfunzionali che se non
gestiti adeguatamente cronicizzano nel tempo determinando ferite profonde.
Umore depresso, disturbi del sonno, irritabilità sono solo alcuni esempi. A
questi si associano comportamenti di evitamento legati a situazioni che
richiamano la tematica maternità (si smette di frequentare l’amica incinta, non
si va regolarmente in ufficio perchè le colleghe parlano dei figli,si evitano i
parenti che sollecitano una maternità nel tentativo di soddisfare il loro
desiderio di diventare nonni o zii, ecc).
Ecco allora che un aiuto
psicologico può favorire la presa di coscienza delle difficoltà in atto e di
quelle associate alla paura di non poter realizzare un desiderio, può aiutare
ad incentivare l’investimento affettivo su altri ambiti di vita in attesa che
venga meglio definita l’evoluzione o meno del progetto maternità.
Al Centro Familia di Melegnano le
psicologhe affiancano le coppie e i singoli individui nella gestione della
sofferenza che accompagna la maternità nelle sue difficoltà.
Per coloro che intendono
intraprendere il percorso della procreazione medicalmente assistita oppure
della’adozione, i legali del Centro Familia fornisono informazioni circa la
legislazione in atto.
Se anche tu stai attraversando un
momento di difficoltà in relazione alla maternità, non esitare a contattarci.
Troverai professioniste disposte all’ascolto e a fornirti indicazioni circa la
tua personale situazione.
Dott.ssa Michela Donini
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